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È possibile costruire robot che si comportino come fanno alcune piante rampicanti, arrampicandosi e adattandosi all’ambiente circostante? Se lo sono chiesti i ricercatori del progetto GrowBot coordinato dall’IIT-Istituto Italiano di Tecnologia e finanziato dalla Commissione Europea con circa 7 milioni di euro per i prossimi 4 anni, nell’ambito del programma FET di Horizon 2020. L’obiettivo è realizzare robot che in futuro possano essere integrati nelle smart cities.

I ricercatori creeranno, quindi, robot rampicanti nuovi, che potranno trovare applicazione in ambito architettonico e urbanistico, per integrare e guidare sensori all’interno delle città, o per esplorazioni in ambito archeologico.

“Le piante sono organismi viventi affascinanti, di cui sappiamo ancora molto poco. Lo sviluppo di tecnologie che si ispirano al loro comportamento ci permette di ottenere due risultati, da una parte una maggiore comprensione del loro mondo, variegato ed estremamente intelligente, dall’altra l’individuazione di robot, materiali soffici, soluzioni ingegneristiche e fonti di energia innovativi e sostenibili per il nostro pianeta”

–Barbara Mazzolai (IIT), coordinatrice

viticcio growbot robot

Per perseguire un obiettivo così complesso il progetto GrowBot ha un approccio multidisciplinare che unisce in un unico consorzio robotici, botanici, matematici, scienziati dei materiali e informatici. Oltre all’IIT-Istituto Italiano di Tecnologia, in Italia sono coinvolti la SSSA-Scuola Superiore Sant’Anna, il GSSI- Gran Sasso Science Institute, e l’azienda Linari Engineering Srl.

Linari Engineering Srl metterà a disposizione la propria esperienza nel campo delle nanotecnologie per l’individuazione di innovative tecniche produttive di nanofibre per l’accrescimento dei robot pianta.

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